Un augurio

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Denise, Daniele, Alice e Zacky, presentatori dell’evento “Waiting for Christmas Cake”

Cari amici … sì, PARLO CON VOI!!,

Sono proprio io, Eunice, che parla e non fa copia e incolla delle parole di altri.  Sono stata abbastanza assente nei messaggi di auguri per Natale e per l’Anno nuovo, non perché non vi voglio più bene come prima o perché non ho nessun sentimento di amore o di gioia da trasmettere, ma semplicemente ci ho messo un po’ a capire quello che volevo veramente augurarvi.

Abbiamo passato un anno difficile in Famiglia Zuliani, questo ci ha messo alla prova e ci ha fatto molto riflettere sui valori della vita.  Penso prima di tutto a te che cominci l’anno in ansia per la salute, perché quando viene a mancare la salute, tutto il resto può crollare.  Oltre a stare bene, ti auguro tanta serenità e di trovare tanta positività in un mondo caotico e di vivere bene ogni giorno in pace con gli altri.

A tutti gli altri amici, auguro di aprire il cuore non solo a Natale ma di tenere il cuore aperto tutto l’anno.  A Natale cinque ragazzi con la sindrome di Down hanno presentato l’iniziativa “Waiting for Christmas … (cake)” e parlato di sé stessi a La Tela.  Hanno parlato principalmente a un pubblico che già aveva il cuore aperto, che conosceva qualcuno dei ragazzi per vie diverse, alcuni che avevano già fatto tanto nell’ultimo anno per Team Down e per i nostri ragazzi.

Avevamo invitato tanti amici e conoscenti con l’idea di fare una cosa bella e stare un po’ insieme; un’invito a conoscere anche questo lato particolare della nostra vita oltre ad un appello per aiutare bambini come i nostri in altri paesi. Eppure non è stato recepito così, e ancora una volta mi è sembrato che le parole ‘associazione’, ‘volontariato’, ‘disabilità’, ‘donare’ provochino l’orticaria.

Vi assicuro che è il contrario e vi auguro di provare a conoscere le persone di un’associazione di volontariato e vedere se non vi arricchisce, se non vi fa vivere meglio, se non vi aiuta a vedere la vita in modo diverso. Metti giù il ferro da stiro, staccati un attimo dall’ennesimo programma alla televisione, lascia i lavori di casa e la guerra senza fine alla polvere, per una volta possono aspettare.  Aprire il cuore vuol dire abbandonare, almeno per un attimo, la tua diffidenza e la tua INDIFFERENZA.  Vuol dire ascoltare le difficoltà degli altri e magari fare qualcosa per il prossimo. E quando dico FARE QUALCOSA non intendo dedicarsi corpo e anima al volontariato, e nemmeno tirare fuori il portafoglio.  La prossima volta che riceverete un invito per favore accettate, la presenza, anche soltanto a un evento, è importante.  È un gesto di solidarietà e di amicizia, costa ben poco ed ha per noi un grande valore.

È troppo?

https://www.facebook.com/Team-Down-160844483935718/

Benvenuti!

‘A bleeding heart’ = someone who shows too much sympathy for everyone, tradotto ‘qualcuno che mostra troppa compassione e solidarietà per gli altri’ (da Cambridge Advanced Learner’s Dictionary) Ben

Propongo ‘MY BLEEDING HEART’ chiaramente in senso ironico. Mi sembra che spesso chi guarda da fuori le nostre esperienza nel mondo del volontariato ci vede di cuore troppo tenero, troppo coinvolti, troppo esposti a fregature e che siamo sopraffatti dal fare solidarietà per ogni caso ci stia a cuore. Non credo che sia proprio così … vi racconterò qui delle nostre esperienze e aprirò il mio ‘bleeding heart’ che vorrebbe proprio vedere il mondo “abile” fare di più, essere più coinvolto e essere più presente per le persone più fragili, più svantaggiate.

Quindi spero di avere anche qualche contributo da chi è nel mondo del volontariato, e soprattutto commenti di chi capita qui, spero che tutto possa essere spunto per un dialogo interessante.

Seguitemi … stay tuned!

gordon.zuliani@gmail.com